La mia
esperienza
Anch�io dieci
anni fa ho avuto questi disturbi e non � stata una passeggiata di salute.
All�epoca ricordo se ne parlava pochissimo e a tutti i sintomi si aggiungeva
il fatto che nemmeno riuscivo a dare un nome a quello che mi stava
succedendo.
Dopo le prime
visite di controllo e la prescrizione di psicofarmaci pensai che era ora
di risolvere il problema e pensai che uno psicologo potesse aiutarmi.
L�incontro fu
terribilmente illuminante: se non altro avevo capito quale sicuramente
non era la strada da percorrere! Dopo essere entrato nello studio parlai
per 55 minuti senza interruzioni n� domande dei sintomi che avevo. A questo
punto la psicologa con fare solenne tolse i suoi occhiali, mi guard� come
magneticamente e mi disse: bene Giovanni, dovremo cominciare un percorso
molto impegnativo. La prima visita (questa in cui sono stata qui senza dire
una parola) ti coster� 150 mila lire, dalla seconda in poi 100 mila. Dovremo
incontrarci almeno una volta a settimana. Cominceremo dapprima a risalire al
perch� di alcuni comportamenti pi� banali, per poi, nel tempo, arrivare a
conoscere le cause di comportamenti pi� complessi.
Nella mia
testa riecheggi� la parola �nel tempo� e mi visualizzavo con le pillole, gli
attacchi di panico e le centomila lire a settimana che andavano. Mi venne
spontaneo chiedere �scusi, ma quanto tempo ci vorr�?�
La risposta
fu delle pi� deprimenti, �ah, questo nessuno pu� dirlo� e gi� questo sarebbe
bastato, ma quando aggiunse �potremmo non arrivare mai alla vera
causa� allora s� che scatt� una molla. Ringraziai velocemente e cancellai
dalla mia mente ogni dettaglio che mi potesse riportare su quello studio.
Quello che
normalmente viene fatto
Ho
indagato successivamente e di conoscenza in materia ne ho accumulato
tanta. L�approccio comunemente utilizzato � quello di andare indietro
nel tempo a cercare la causa. Spesso per�, sembra si vada a caccia
di �colpevoli�, �capri espiatori�. Si indaga sul rapporto tra i
genitori, con la madre, con il padre, con lo zio e prima o poi si
finisce col trovare qualche trauma, qualche ferita e si comincia
a tirar fuori cose che potrebbero avere a che fare con gli attacchi
di panico, ma che potrebbero anche non averci nulla a che fare!
Si corre il rischio in questo modo di gettare benzina sul fuoco
senza avere la certezza di alcun risultato positivo. Si comincia
a guardare il proprio partner e a pensare al rapporto coi propri
genitori in modo diverso quasi paradossalmente "in cerca"
di un motivo in pi� che possa provocare un attacco di panico!
Non riavvolgere la
videocassetta, ma inserire il dvd!
Il concetto
pu� essere paragonato ad una videocassetta che viene continuamente riavvolta
nel tentativo che il finale cambi. Il risultato finale non cambier�
riavvolgendo il nastro, anzi, � probabile che quanto pi� a lungo e pi�
frequentemente viene vissuto il trauma, tanto pi� resta incisa profondamente
la sensibilit� verso questi disturbi.
� come se da una zuppa di
pesce si volesse tirar fuori un acquario!
Tutti sanno
che questo sarebbe impossibile, ed invece ci aspettiamo che la nostra testa
funzioni in modo diverso. In realt� bisogna creare una nuova traccia
neuronale, fare un salto di paradigma. Riuscire ad attribuire significati
diversi e ad utilizzare la mente creativa per fare il salto di qualit�.
Le metafore
possibili sono tante. � come se una persona si ritrovasse in un posto che
non gli piace e continuasse a chiedersi �da dove sono partito? Come ho fatto
a finire qui?� E facesse la strada inversa per �capire meglio� che strada
ha fatto!
Il vero punto
della situazione � �dove voglio andare�, �come voglio vivere� qual � lo
stato d�animo che mi pu� portare a uscire vittorioso da questo �tunnel�?
come posso affrontare in modo vincente questi momenti? spesso basta una sola
seduta e il disturbo praticamente svanisce cos� com�� arrivato.
Non �
necessario quindi torturarsi e scavare nel passato per mesi e mesi senza
venire mai a capo di nulla� l�importante � sapere dove andare a cercare la
soluzione e come utilizzarla.
Cosa
fare quindi? Concentrarsi sulla soluzione anzichè andare
alla "ricerca" del problema e avere fiducia, nella strada
che si decide di intraprendere.